Qual è il più alto grado al quale un arciere può aspirare? Riuscire a colpire il bersaglio senza arco né freccia. Danzare senza danza. Allora la disciplina trapassa nello zen.
Firenze - Ombre e finestre (2014) Ora che hai fatto tesoro di tutta questa conoscenza, ora che sai come funziona la lunghezza focale e come si usano i tempi di posa, ora che conosci il piano aureo e le tecniche di composizione, che hai studiato a fondo i grandissimi della fotografia, ammirando per ore le loro opere e cercando più volte di emularli, ora che sai tutte queste cose… ...dimenticatele! Cancella dalla tua mente ogni presupposto, ogni punto di riferimento, ogni linea guida. Riparti da zero, ignorando le aspettative di critici, intellettuali e professori. Ma soprattutto, lascia andare la tensione che senti ogni volta che provi a liberarti di tutte queste cose. Se non ci pensi, affioreranno da sole, nel modo giusto, senza sforzo. È così che il tuo gesto, pur sostenuto dalla conoscenza, non le dovrà alcun tributo. Henry Cartier Bresson ci insegna che il gesto fotografico non può che essere intuitivo, e come dargli torto! Ma da dove viene questa intuizione? Predisposizion...
Utrecht - Fuori dalla stazione (2014) Se la fotografa è finzione, perché pretende di rivelare il vero e fallisce ogni volta, essa può diventare lo strumento perfetto del sad-guru, il maestro interiore, per svelare l’inganno ed arrivare alla realtà. La verità esiste soltanto come esperienza soggettiva e segue questa catena di eventi: vedere, riconoscere e desiderare. L’esperienza visiva viene seguita dalla scoperta della realtà e da un naturale desiderio di afferrarla, ed ecco che la nostra fotocamera ci viene in aiuto. Usiamola per appagare questo desiderio di realtà, con un semplice gesto, un gesto d’amore che trasforma la finzione in verità. Chi possiede la “visione del vero” è in grado di comprendere il significato dell’esperire e quindi è anche capace di trascendere l’esperienza fotografica (sia nel ruolo di agente che di ricevitore), per vedere la realtà oltre l’apparenza. L’osservatore gentile, puro, con occhi innamorati (pieni d’amore) diventa la visione stessa de...
Disegno urbano (1) - 's-Hertogenbosch 2020 Il bombardamento sensoriale della città suggerisce infinite scritture di luce. Nelle giornate di sole, le ombre sono una presenza da non sottovalutare, perché influenzano l'armonia dell'immagine alla stessa maniera degli accostamenti cromatici. Mi piace sondare i limiti del caos. Quante distrazioni posso includere in un'immagine prima di creare disordine? Quanti e quali colori posso abbinare? Quante ombre? Comporre disegni urbani è uno dei miei giochi preferiti. Dal progetto-libro: L'Ombra della Luce
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