Voglio che la mia fotografia provenga da un luogo senza pensiero, senza memoria, così che le immagini possano contenere quel vuoto sconfinato che è potenzialità creativa.
Utrecht - Fuori dalla stazione (2014) Se la fotografa è finzione, perché pretende di rivelare il vero e fallisce ogni volta, essa può diventare lo strumento perfetto del sad-guru, il maestro interiore, per svelare l’inganno ed arrivare alla realtà. La verità esiste soltanto come esperienza soggettiva e segue questa catena di eventi: vedere, riconoscere e desiderare. L’esperienza visiva viene seguita dalla scoperta della realtà e da un naturale desiderio di afferrarla, ed ecco che la nostra fotocamera ci viene in aiuto. Usiamola per appagare questo desiderio di realtà, con un semplice gesto, un gesto d’amore che trasforma la finzione in verità. Chi possiede la “visione del vero” è in grado di comprendere il significato dell’esperire e quindi è anche capace di trascendere l’esperienza fotografica (sia nel ruolo di agente che di ricevitore), per vedere la realtà oltre l’apparenza. L’osservatore gentile, puro, con occhi innamorati (pieni d’amore) diventa la visione stessa de...
Baia Toscana - Cancello sul mare (2017) Il “normale fotografare” è per me un atteggiamento, una condizione dell'animo, non una tecnica o uno stile. È un gesto che incomincia come reazione ma che diventa col tempo controllato e profondamente consapevole. È assecondare il bisogno di registrare il proprio vedere, non importa se per divertimento o per ricerca artistica. È una sequenza di intenti, un flusso di movimenti che parte dal riconoscimento della scena, continua con una ponderata esecuzione tecnica volta alla sua acquisizione e si conclude con il lieve tocco del pulsante di scatto. È un agire fine a sé stesso, un armonico fluire, l’epilogo più giusto di una felice scoperta. Avete mai provato a combinare meditazione e fotografia? È un po’ come se si mettesse a fuoco dentro di noi prima di farlo con l’obiettivo. Vi invito a trovare il vostro metodo. Trovandosi in un luogo affollato, pieno di stimoli e saturo di potenzialità, può risultare non facile riconoscere il mom...
Dublino - Indice (2015) La fotografia non produce verità e non pretende di farlo. È il significato di verità che spesso le attribuiamo a darle l'autorità del reale che però non ha. Ma se l'atto di guardare e la pratica di quell'effimero gesto di cui abbiamo parlato verranno perseguiti in purezza e sincerità, allora anche il messaggio potrà essere pieno di queste due qualità. Un “gesto di verità” potrà compiersi. Ben vengano cuori puri ad esperirlo come testimonianza della realtà! Perché la verità appartiene solo a chi la desidera ardentemente. Bisogna sapere destreggiarsi tra le trame della competitività che sono lunghe e tentacolari. Qualsiasi tensione che affiora nell'intento creativo per poterlo legittimare è una conseguenza del pensiero competitivo, innescato dal contesto socio-culturale. Un cuore puro pratica l'equanimità per abbattere le differenze e creare finalmente in totale libertà. E allora il messaggio? Nella società della competizione sfrenata...
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